LE CONDOTTE SI APPELLANO

Le Condotte italiane si sono riunite a Fiumicino, per la prima volta nella storia ventennale di Slow Food, lo scorso 20, 21 e 22 marzo a Fiumicino. E’ stata un’esperienza interessante e ricca di spunti. A conclusione di tre giorni di lavori, riflessioni sul futuro dell’associazione, scambi di idee e di esperienze, è nato anche questo documento, votato dalla stragrande maggioranza  (solo un paio di astensioni registrate) degli  oltre 500 delegati presenti.

 

 

Fiumicino, 22 marzo 2009

DALL’ASSEMBLEA NAZIONALE DELLE CONDOTTE SLOW FOOD
APPELLO AL GOVERNO ITALIANO

 

 

 

Le Condotte di Slow Food Italia, ovvero i gruppi locali che capillarmente diffusi nel Paese costituiscono l’Associazione, rappresentate a Fiumicino da 528 delegati provenienti da tutte le Regioni, rivolgono al Governo Italiano un appello a nome dei circa 40mila iscritti di Slow Food Italia affinché il rilancio dell’economia italiana abbia come fulcro nuove politiche alimentari.
La crisi ambientale, energetica ed economica che ha recentemente colpito tutti i paesi del mondo (facendo ulteriormente crescere di 100 milioni il numero degli affamati del pianeta), sono figlie di un sistema produttivista e consumistico che, essendone la causa principale, non può proporre delle valide soluzioni.

Non è con la cieca crescita dei consumi o della produzione che si esce dalla crisi, ma con una gestione più attenta, umana e sostenibile delle straordinarie risorse naturali e agricole del nostro Paese.
Il cibo e l’agricoltura non sono settori produttivi come gli altri; non danno semplici oggetti di consumo, che diventano rapidamente obsoleti, progettati per essere presto sostituiti. Il cibo e l’agricoltura sono i fondamenti della nostra identità, fatta di luoghi, culture e diversità, e possono rappresentare l’esempio di una produzione sostenibile, radicata nel territorio e in grado di esprimerne la creatività senza tradirne la storia; costruendo al contempo altre fonti di reddito, come il turismo, che nel nostro paese è soprattutto legato alla cultura enogastronomica locale.
Le comunità locali, rappresentate dalle Condotte Slow Food e dalla rete di Terra Madre, proteggono la biodiversità con l’agricoltura tradizionale, sperimentano nuove forme di distribuzione con i mercati di prossimità, promuovono il cibo buono e sostenibile, la conservazione di saperi e memoria, garantiscono la dignità del lavoro dei contadini: creano economie locali che non sono antagoniste al metabolismo della terra, ma ne fanno parte, e fanno fruttare le risorse naturali senza depredarle.
Le Condotte di Slow Food Italia chiedono dunque al Governo italiano di sostenere, attraverso politiche, legislazione e investimenti a favore dell’agroecologia, le economie locali del cibo e di farne la bandiera di una rinascita culturale e produttiva fondata sulle specificità e sulla pluralità;
chiedono che le valenze dell’agricoltura, dell’allevamento e della pesca sostenibili siano> appoggiate dal Governo nel loro ruolo di conservazione del territorio e di avanguardia creativa.
Gli agricoltori di piccola e media scala e i consumatori consapevoli stanno costruendo un nuovo sistema alimentare, che sarà il modello anche di una nuova rivoluzione industriale, basata sul riuso, il risparmio, il riciclo, il rispetto dell’ambiente e le energie rinnovabili.
Il cibo buono perché piacevole, pulito perché sostenibile e giusto perché rispetta il lavoro del produttore e le tasche dei cittadini, deve essere al centro delle nuove politiche economiche: è una risorsa di grande rilevanza, anche in termini economici; può creare futuro e benessere insegnando lo stile di un nuovo umanesimo e costruire le condizioni per una vita più gratificante per tutti.
Le Condotte di Slow Food Italia

LE CONDOTTE SI APPELLANOultima modifica: 2009-04-04T22:45:00+02:00da admin
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