Un mare di scoperte con Silvio Greco

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Cosa sappiamo del mare? Pochissimo, ma da ieri sera qualcosa in più.

Perché Silvio Greco ha regalato ai soci più motivati della Condotta di Imola una serata davvero interessante.

Lo avevamo invitato come autore del libro della collana Terra Madre “Guarda che mare”, ma quello di autore e consulente di Slow Food, e in particolare della manifestazione Slow Fish che si svolgerà nuovamente a maggio dell’anno prossimo, è solo una delle sue tantissime attività.

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Greco è infatti biologo marino con un’esperienza scientifica sulle spalle lunga 30 anni e maturata solcando i mari di tutto il mondo, insegna la sua materia in due università, a Napoli e Torino, è stato consulente tecnico a più riprese del ministero per l’ambiente (con Edo Ronchi e Alfonso Pecoraro Scanio), dirigente dell’Istituto Centrale per la Ricerca e la Tecnologia applicata al Mare, scrive su giornali nazionali e internazionali, ha alle spalle decine e decine di pubblicazioni scientifiche, e da agosto è diventato assessore all’ambiente della Regione Calabria, con tutti gli oneri e anche i rischi che questo comporta, nonchè coordinatore della conferenza stato – regione, ovvero referente di tutti gli assessorati all’ambiente italiani nei rapporti col ministero.

Nonostante tutti questi impegni, giovedì sera si è preso un giorno di “vacanza” per venire a parlare con noi del mare all’Acquario di Imola, dei rischi che corre, di tutto quello che l’uomo non fa per tutelare questo preziosissimo bene comune a cominciare dai suoi comportamenti inquinanti a terra, per finire a quel che succede nel mondo della pesca. Ma anche per dare una speranza: <perché il mare è un organismo che se trattato a dovere, lasciato in pace per quel tanto che basta, ha una grandissima capacità di rigenerarsi velocemente>, assicura Greco.

L’importante è cominciare da qualche parte, ad esempio a mangiare il pesce giusto. Come sempre il primo passo è informarsi un po’. Per dovere intellettuale, ma anche per ragioni molto pratiche come: non farsi spacciare polpi bianchi per moscardini, squalo per tonno, pesce palla per rana pescatrice, pesce congelato per fresco, pesce congelato a dovere quando invece la catena del freddo è stata pericolosamente interrotta magari anche più volte. Incorrere in questo genere di truffe, assicura Greco, è più facile di quanto si pensi.

Qualche indicazione molto svelta e pratica? Basta con l’abuso di tonno rosso, a rischio serissimo per l’eccessiva pressione di pesca, e le alternative sono molte: dal tonno pinna gialla alla palamita. Stop alle abbuffate di pesce persico, gli italiani sarebbero i maggiori consumatori di questo pesce d’acqua dolce allevato intensivamente nei laghi africani dove ha completamente distrutto le altre specie autoctone. Bianchetti e novellame di vario genere possiamo evitarli? A quanto pare ne guadagnerebbe subito il mare infestato dalle meduse.pdf che proliferano ormai in ogni stagione proprio perché la catena trofica si è interrotta, dal momento che alcuni dei loro predatori naturali principali sono i piccoli pesci in età di crescita.

E poi varieghiamo i consumi, con un occhio alla stagione, perché ovviamente ogni pesce ha la sua. Possibile che se nei nostri mari le specie commestibili sono almeno 600, noi di queste ne mangiamo al massimo una decina? Oltre all’orata, la spigola, il polpo, l’alice, c’è di più. Basta informarsi e chiedere. A forza di pretendere dal pescivendolo anche zerri, costardelle, pesci sciabola, suri o sugarelli, sgombri e palamite, li troveremo più facilmente sui banchi delle nostre pescherie.

Giovedì sera abbiamo fatto una prova con il menu “giusto” messo a punto dalle cucine dell’Osteria del Vicolo Nuovo con mazzole, poveracce, sarde, ottimi e insoliti sugarelli. Ci siamo divertiti a tavola e abbiamo raccolto fondi per contribuire anche con la nostra condotta alla prossima edizione di Terra Madre di ottobre. Eravamo in trenta, della quota pagata all’osteria per la cena, 15 euro a testa sono stati raccolti dalla condotta per devolverli direttamente alla Fondazione Terra Madre.

Un grazie enorme a Silvio Greco per essere stato con noi!

Grazie davvero all’Osteria del Vicolo Nuovo che ci ha preparato la cena con particolare cura sull'”ecosostenibilità” degli ingredienti e risultati davvero gustosi, alla Cantina Tre Monti che in pieno spirito di impegno con Terra Madre ha offerto i suoi ottimi vini bianchi Albana Vigna Rocca e Ciardo, e alla gelateria Buongelato di via D’Azeglio che ci ha offerto i sui buonissimi gusti firmati “meno 18”, quelli coi presìdi Slow Food dentro!

Un grazie speciale allo Zoo Acquario di Imola che ci ha ospitato e che anche per Greco è stata una sorpresa per la cura degli ambienti acquatici, per la conferma di quello che molti imolesi già sanno e cioè che questo è uno dei luoghi più attivi sul fronte dell’educazione ambientale nella nostra città. E magari è nata una nuova collaborazione anche con Slow Food che si spera possa dare frutti nel prossimo futuro, Slow Fish in fondo è alle porte…Grazie ovviamente a tutti coloro che hanno partecipato e con il proprio contributo a sostegno di Terra Madre.doc, grazie per la loro partecipazione e attenzione alla nostra informale serata anche agli assessori alla cultura e alla scuola di Imola Galavotti e Bondi, e a Massimo Montanari che sono stati con noi.

Chi non c’era e avesse deciso di rimediare almeno comprando il libro “Guarda che mare” (10.50 euro per i soci, 13.50 per chi socio non è), sappia che ne abbiamo ancora diverse copie disponibili. Si può fare avanti (condotta@slowfoodimola.it)! Anche il ricavato della vendita di questo e di altri volumi della collana ( “Sementi e diritti”, “La vigna e la biodinamica” ) andrà a Terra Madre.

Laura

Un mare di scoperte con Silvio Grecoultima modifica: 2008-09-12T16:48:00+02:00da admin
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